Il “Museo di Paleontologia” dell’Università di Catania, comincia a prendere corpo subito dopo la Seconda Guerra Mondiale quando il Prof. Ottorino De Fiore iniziò il primo riordino del materiale fossilifero esistente in seno all’Ateneo Catanese, a cominciare dalle importanti Collezioni di fossili del Barone Bonaventura Gravina e del Signor Viglino.

Dagli anni ’60 del secolo scorso, si ha un incremento considerevole del patrimonio grazie ad alcuni acquisti e donazioni e alla continua raccolta di materiali attraverso l’attività di ricerca svolta dai paleontologi operanti presso l’Università, fino alle numerose collezioni contemporanee contenenti reperti fossili e attuali, prevalentemente malacologici, dell’area mediterranea, del Sud-Est asiatico, del Sud America e dell’Antartide, degli oceani Indiano, Pacifico e Atlantico.

Il Museo include anche alcuni reperti paleontologici storici, raccolti fin dai secoli XVIII e XIX, e appartenuti a importanti Collezioni naturalistiche quali quelle del Principe di Biscari, di Giuseppe Gioeni (1747-1822), di Carmelo Maravigna (1782-1851), di Andrea Aradas (1810-1882), del Monastero dei Benedettini, dell’Accademia Gioenia comprendente le collezioni del Canonico Giuseppe Alessi (1774-1837) e di Carlo Gemmellaro (1787-1866).

Tuttavia, le vicissitudini storiche e i ripetuti trasferimenti hanno irrimediabilmente causato un forte depauperamento e la scomparsa della primitiva identità di queste collezioni e reso spesso impossibile risalire alla origine del materiale.

 

Tutte queste collezioni, attualmente presenti nella sezione paleontologica del Museo, la rendono interessante e unica dal punto di vista scientifico, storico e didattico-educativo.

 

Sono presenti numerosi “tipi”, ossia gli esemplari di riferimento originali sui quali sono state istituite nuove specie di invertebrati di ambiente marino.

   
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Inoltre, molti reperti provengono da affioramenti ormai scomparsi, per cause naturali e antropiche, che hanno lasciato come unica testimonianza della loro esistenza i fossili custoditi presso il Museo. E’ il caso ad esempio dei microfossili delle argille di Monte Catira, presso San Gregorio di Catania, nonché delle foglie e legni delle tufiti delle Contrade Fasano e Leucatia, non più campionabili a causa dell’espansione urbanistica.

Molto ricca è la collezione di reperti plio-pleistocenici di ambiente marino rinvenuti in località siciliane e dell’Italia meridionale. Questi fossili documentano la storia recente della vita in diversi paleoambienti del Mediterraneo e ne consentono la ricostruzione areale e temporale. Molto interessanti, uniche e ricchissime sono le raccolte di fossili di organismi tipici di habitat profondi. Da segnalare, infine, la collezione di mammiferi quaternari siciliani di cui fa parte anche un esemplare dell’elefante nano Elephas falconeri.

Le collezioni storiche invece includono anche invertebrati di rocce più antiche, soprattutto mesozoiche, provenienti sia da località siciliane sia da siti europei e americani.

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